martedì 28 febbraio 2012

GUERRA


Eppure mi avevano avvertito che con un nuovo arrivato il primo che si sarebbe ammalato avrebbe innescato una bomba a catena.
Nonostate questi avvertimenti cerchi di non credere, fai le corna, prendi qualche pastiglia preventiva quando starnutisci per caso, abbassi i termosifoni in casa per evitare che ci sia troppo sbalzo termico, ti raccomandi con tuo figlio di non stare vicino ai compagni che tossiscono troppo e speri...
Poi inevitabilmente quel piccolo batterio attacca il primo componente della famiglia e lo mette a tappeto.
Preventivamente lo isolo (poverino) sperando in un miracolo, ma il batterio ha il sopravvento e colpisce anche l'altro.
Reagisco e passi all'attacco con l'antibiotico ma colpisce anche me, solo debolmente (sara' perche'sono una pianta grama) e poi alla fine attacca il piu' grande nella casa...il marito.
Cosi' questa guerra sta durando da piu' di una settimana in casa e il grande problema, a parte avere due bimbi malati in casa, e'sentire il  marito nel letto che si lamenta "Sto male, "Sto per morire", "Coccolami un po'sto male"e io tristemente penso a quel batterio beffardo che ha colpito tutti con la febbre tranne la sottoscritta che cosi' ha dovuto fare da crocerossina!!!
La mia nonna diceva che quando si sta male bisogna mangiare il riso perche' rende forti, per cui eccomi pronta a spadellare un buon risotto...ma lo sapete che li amo sfiziosi per cui eccovi serviti con un risotto agli spinaci con crumble di acciughe e nocciole.


240 GR RISO ARBORIO
1 CAROTA E UNA CIPOLLA PER IL SOFFRITTO
50 ML VINO BIANCO
50 GR SPINACI FRESCHI
30 GR NOCCIOLE
2 FILETTI DI  ACCIUGHE SOTT'OLIO
15 GR PANE RAFFERMO
NOCE DI BURRO
30 GR PARMIGIANO GRATTATO
BRODO DI VERDURE Q.B.


Prima preparare il crumble: frullare prima le nocciole con il pane secco, unire le acciughe, frullare ulteriormente e poi mettere in un tegame d'acciaio a tostare leggermente.
Pulire gli spinaci privandoli della parte dura del gambo e tritarli grossolanamente.
Pulire la carota e la cipolla a mirepoix e preparare il soffritto: farle soffriggere con poco olio in un tegame, aggiungere il riso e far tostare: poi aggiungere il vino e far sfumare: regolare di sale.
Versare a questo punto un mestolo di  brodo e  lasciare assorbire,  aggiungere a questo punto gli spinaci e altro brodo gradualmente fino a cottura.
Appena vi sembra pronto togliere il riso dal fuoco, aggiungere la noce di burro e il parmigiano grattato.
Continuare a mescolare e lasciare il riso coperto qualche minuto.
Impiattare subito con il crumble sopra.


domenica 26 febbraio 2012

A PRANZO CON ...GLI CHEF

La prima cosa che si respira entrando in questo ristorante e' l'amore per la famiglia.
Immaginatevi ora in un paese delle fiabe, in una zona un po' sperduta per noi abituati alla citta' e allo smog, ma altrettanto fascinosa,...entrate dalla porta del ristorante e vi trovate davanti ad un posto accogliente, rustico e alle facce sorridenti dei due chef Fabrizio Rebollini, sempre piu'emergente e sempre piu'richiesto, e della sua giovane ma capacissima sorella Serena.
Affiatati, come difficilmente si riesce tra fratello e sorella, conducono con maestria il ristorante di famiglia, e quando non sono in giro per il mondo a far conoscere i nostri piatti, sono pronti ad accogliervi e stupirvi.
Tra una portata e l'altra si sente decisamente l'amore per il territorio, la ricerca di prodotti che siano genuini e a chilometri zero, come i loro salumi, le uova o la loro piccolo produzione di farina gialla o le trote del pescatore loro vicino...




Insomma tutto deve essere di stagione e visto che sono nati in questa terra ci tengono a valorizzare i prodotti che hanno sempre conosciuto, apprezzato e mangiato, proprio perche' ormai si e' instaurato un processo di fiducia con il piccolo produttore di nicchia.
Non vi troverete davanti ad una cucina super di tendenza perche'come ritiene Fabrizio non e' necessario inventare qualcosa di nuovo ma rivisitare grazie a nuove tecniche, piatti della tradizione che ci appartengono e che fanno parte della nostra cultura e che sono le basi del nostro processo formativo.
Ora lasciamo parlare le immagini.

 Latte brusco con pancetta nostrana, panissa e quiche di cipolle

Before...and after


 Cipolle gratinate con parmigiano e uovo alla coque

Tartare di trota affumicata da loro con panna acida e vinagrette di lamponi

 Malfatti di ricotta di pecora con erbette

Carre'affumicato a caldo con dressing ai semi di papavero e cubetti di barbabietola

Non perdiamoli di vista e soprattutto non vi perdete l'intervista a Le stelle si incontrano a breve

E per finire in dolcezza... il dessert, una variazione di mela carla con tortino alle mele, gelato al Calvados e sorbetto di mela

venerdì 24 febbraio 2012

RICORDI



La chiamavamo zia, eppure non aveva con noi veri e propri legami di sangue.
Le piaceva ridere, scherzare, parlare e ballare: e di sicuro lassu' entrera' a passi di valzer.
Di lei vi ho gia' parlato in questo post perche'comunque la sua presenza nella mia vista da bimba era costante: veniva ogni giorno a casa nostra e portava sempre un po'di allegria.
Non si dimenticava poi di portarci almeno una volta alla settimana il bonet, che e'forse il dolce piu' tipico della mia regione.
Mi ricordo che lo metteva in un contenitore ermetico ed era completamente avvolto nel caramello e quando intingevano il cucchiaio questo dolce nettare finiva di impiastricciare le nostre piccole mani.
Tante volte ho provato a chiederle la ricetta e mi disse che prima o poi me l'avrebbe data; ormai e' tardi e io non ne sono in possesso per cui non lo faro'  mai uguale al suo ma per lo meno in questi gesti ci sara' sempre il suo pensiero.
Questo dolce e'chiaramente una dedica ....a lei, la zia che me lo portava sempre da piccola e anche perche' voglio far parte di questo progetto,organizzato da La bici di Rosalina.perche'?.... perche'un dolce diventi un piacevole ricordo e una grande conquista!...leggete qui.


1L DI LATTE INTERO
100 GR SAVOIARDI
120 GR AMARETTI SECCHI (io VIRGINIA)
50 GR CACAO AMARO
200 GR ZUCCHERO
 1 CUCCHIAINO CAFFE'IN POLVERE
2 CUCCHIAI AMARETTO
5 UOVA
CARAMELLO


Fate bollire il latte e lasciatelo un po' sfreddare.
Sbriciolate fini e amalgamate con il latte i biscotti savoiardi e gli amaretti, aggiungete nel latte il caffè  in polvere e il liquore.
A parte in un grilletto mettete lo zucchero, il cacao e le 5 uova e sbattetele bene finchè la pasta omogenea sia soffice e faccia il filo.
A questo punto incorporate poco per volta il latte nelle uova sbattute, rimestate e mischiate bene.
Caramellate con lo zucchero uno stampo da budino. Versate l'irnpasto nello stampo e mettetelo a cuocere a bagnomaria nel forno gia caldo, per circa 30-40 minuti. 




mercoledì 22 febbraio 2012

SFIDA


Le sfide, le gare, non mi piacciono.
Forse perche' considero gia' la vita una continua sfida per essere una buona moglie, per essere un buon genitore e uan buona figlia...insomma mi sento gia'molto sottopressione per buttarmi in altre sfide.
Le uniche sfide che voglio fare sono quelle con me stessa, quando mi pongo degli obiettivi e cerco di raggiungerli, per il resto tendenzialmente le gare le lascio agli altri.
Sono una sportiva e forse avrei potuto da giovane avvicinarmi sicuramente all'agonistica per il nuoto, visto i miei risultati e la tenacia con cui li perseguivo, ma non volevo imposizioni da parte di altri, il dover dimostrare qualcosa di piu' e non solo a se stessi.
Ognuno e' fatto nella sua maniera e c'e' chi ovviamente ama sentirsi l'adrenalina in corpo per le sfide, ma non e' il mio caso; ecco perche' anche se si tratta di contest, difficilmente mi vedete partecipare, non e'  per cattiveria o per snobbismo... sinceramente non mi sento a mio agio.
Quando mi hanno chiesto di partecipare a questa gara virtuale, ovviamente il mio impulso e'stato di dire di no a priori, poi vista anche la giuria!!!...ma la curiosita'di assaggiare quella bottiglia che ormai giaceva in frigo ha prevalso e alla fine non ho resistito a scervellarmi su un possibile abbinamento.
Ma di che cosa sto parlando? ...ma del contest indetto  dalla casa editrice con cui collaboro, La Malvarosa Edizioni,  e alla casa Vinicola TerredaVino,  in  occasione delle prossima uscita del libro di Francesca Martinengo ‘Fornelli in rete‘  , in uscita a maggio 2012.


La Bella Estate (il cui nome e'deliberatamente un omaggio ad una delle opere di Cesare Pavese) e'un passito moscato e ovviamente la vera sfida consiste nell'abbinare un piatto salato.
Non potevo non scegliere prodotti del mio territorio e cosi' e' nato questo sformatino di Castelmagno con cipolle in agrodolce e grissino croccante al sale di Maldon, secondo me perfetto per esaltare le qualita' organolettiche del vino!


160 GR CIPOLLA BIANCA
190 ML VINO LA BELLA ESTATE
1 CUCCHIAINO COLMO DI SENAPE IN POLVERE
SALE, OLIO

250 ML PANNA
150 LATTE
180 GR CASTELMAGNO
8 GR GELATINA

PASTA SFOGLIA (circa 60 gr)
SALE DI MALDON


Togliere la crosta al formaggio poi sbriciolarlo a piccoli pezzi e metterlo a sciogliere delicatamente con il latte a fuoco basso.
Mettere intanto in ammollo la gelatina alimentare.
Quando il formaggio inizia a sciogliersi continuando delicatamente a girare, unire la panna e appena prende il primo bollore unire la gelatina e poi togliere dal fuoco.
Continuare a mescolare fuori dal fuoco in modo da ben amalgamare il contenuto e appena si raffredda leggermente versare negli stampini (io ho scelto la forma cilindrica).
Continuare il raffreddamento e la conseguente solidificazione in frigo.
A parte tagliare piccole striscioline di mezzo centimetro di spessore massimo di pasta sfoglia, arrotolarle con le mani su stesse e poi spennellarle con olio e infornale per 10 minuti circa nel forno a 180 gradi in modo da renderle dorate.Apopena sfornate spruzzare di cristalli di sale Maldon
Pulire le cipolle e affettarle sottili, sottili, metterle in un padellino con un filo di olio e iniziare a rosolarle a fuoco bassissimo, appena prendono colore aggiunger il vino e una presa di sale.
Continuare la cottura a fuoco dolcissimo per almeno mezz' ora: io ho lasciato i primi 10 minuti senza coperchio poi l'ho messo per evitare che si asciugassero troppo.
Appena vedete che si iniziano a sfaldare leggermente unire il cucchiaino di senape in polvere e continuate ancora per qualche minuto.
Frullate in modo da ottenere una cremina.
Comporre il piatto sistemando la cremina sotto leggermente calda, la cupoletta di Castelmagno, ovviamente fredda e il grissino di pasta sfoglia...il gioco e'fatto...ah, non dimenticate di gustarvi un bel bicchiere di La Bella Estate!


lunedì 20 febbraio 2012

SAPOR DI ARANCIA



Un week end tranquillo a casa anche se un po' tutti ammalati, con l'unico vero compito di riposarci e mangiare.
Ho avuto cosi' la possibilita'di dedicarmi alla mia passione preferita: cucinare intrattendendo la mia famiaglia e coccolandoli un po' anche attraverso il cibo.
La prima ricetta di questo tour gastronico del week end e'semplicissima, come richiesta ultimamente da una buona parte dei lettori. ma molto apprezzata in casa e soprattutto con ingredienti che non mancano mai in questo periodo: le arance.
Per fortuna mio figlio le adora e la sua spremuta e'ormai un'abitudine irrinunciabile ma si sa che la vitramina C in essa contenuta e' importante per cui non fatico ad usarle anche in altri piatti come questi bastoncini di pollo al profumo di arancia.


250 GR CARNE DI POLLO DISOSSATA
2 ARANCE SUCCO 
SALE NERO DI CIPRO
1 UOVO
PANGRATTATO
servita con VALERIANELLA



Tagliare il petto di pollo in lunghe listarelle e poi metterle a marinare in una ciotola con il succo di due arance per almeno una ora.
Trascorso questo tempo tamponare i bastoncini nella carta assorbente prendendoli con delle pinze e poi passarli nell'uovo e dopo nel pangrattato (meglio ripetere due volte l'operazione).
Friggerli nell 'olio di oliva ben caldo e quando sono ben dorati spruzzare una generosa dose di sale nero e servire con spicchi di arancia.

venerdì 17 febbraio 2012

TENTAZIONE



Lo sapevo che se entravo in quel mondo non ne sarei piu’uscita perche’crea dipendenza.
Ho cercato con tutte le mie forze di starci lontana, eppure ero avvisata, in tanti ormai ne fanno uso....
Insomma da quanto mi sono buttata a capofitto alla fine e’li,’sempre costantemente aperto e non riesco proprio a chiudere con questo mondo, lo guardo ogni secondo con occhi trepidanti e sognanti anche se so che sara’la mia rovina.
Ma di che cosa sto parlando?! Ma del sito di Donna Hay!!!!...da allora traduco e sforno, mi mangio le mani, mangio i biscotti, sbavo dietro alle foto e faccio, faccio e mangio, mangio, insomma ...e’la mia rovina oppure la felicita’della mia famiglia, tutto e’relativo.
Ho iniziato provando questi biscotti al caramello perche’me ne sono innamorata al primo sguardo e da allora la mia dipendenza,  e’solo all’inizio!

60 GR BURRO
115 GOLDEN SYRUP
60 GR ZUCCHERO DI CANNA
225 FARINA OO
8 ( a me pero’ne sono servite 6) CARAMELLE MOU

 Preriscaldare il forno a 180 º C. Mettere il burro,il golden syrup e lo zucchero in una casseruola a fuoco basso e mescolare fino a quando lo zucchero si è sciolto. Mettere da parte a raffreddare. Aggiungere la farina al composto di burro e mescolare fino ad ottenere una pasta liscia. 
Lasciar risposare la pasta in frigo, poi stenderla e formare dei biscotti con gli stampini.
Al centro di ciascun biscotto appiattire un sesto di caramella mou.
Cuocere in forno per 10-12 minuti o fino a doratura.


N.B.: vi dico le mie varianti rispetto alla ricetta originale.per prima cosa ho messo solo un sesto della caramella per evitare che non fosse troppo stucchevole e per seconda cosa non ho fatto sciogliere lo zucchero di canna solo per avere una sensazione piu'rustica in bocca ma e'solo una questione puramente di gusto personale. 

mercoledì 15 febbraio 2012

SI CONTINUA CON LE VELLUTATE...



Insomma... non potevamo passarla liscia, del resto non ci possiamo lamentare, l’inverno e’passato veloce e anche mite per cui adesso un po’di freddo ci sta,  l’importante che duri ancora poco ovviamente.
Non mi ricordo assolutamente nel mio passato che siamo scesi cosi’ tanto come temperature, ho visto in questi giorni toccare in Alessandria i meno 19!!
Ora per combattere il freddo ovviamente niente di piu’gradito per me che sbizzarrirmi in creme e vellutate che in casa mia adoriamo mangiare; di sicuro in questa stagione la peferita rimane sempre quella di carciofi che ormai viene proposta in piu’ varianti.
Ora in questa vellutata di carciofi con ricotta di pecora e kumquat caramellati l’ispirazione e’del maestro Flavio Costa ma, che non me ne voglia, (non mi avvicino neanche nei miei pallidi sogni alle sue creazioni) ho trovato fantastico l’abbinamento dolce della frutta caramellata (in questo caso ho sfruttato i miei kumquat),  con il contrasto un po’ amarognolo di questa verdura.
Non vi resta quindi che provare e scaldarvi un po’.


150 GR CARCIOFI PULITI
300 GR BRODO VEGETALE
50 GR RICOTTA DI PECORA
1 SCALOGNO
6 KUMQUAT
50 GR ZUCCHERO
100 GR  ACQUA
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA


Pulire dalla parte dura e dalle barbette i carciofi, e metterle a bollire in acqua salata con uno scalogno.
Lasciare bollire fino a cottura a coperchio chiuso  (all'íncirca mezz'ora abbondante)
Intanto tagliare i kumquat  a rondelle sottili e poi metterle in  un pentolino d'acqua  e  darle una sbollentata per qualche minuto, poi  scolarle e versarle nello sciroppo preparato con 100 gr d'acqua e 50 gr di zucchero, e cuocere fino a quando non risulteranno trasparenti (circa 5 minuti).
Finire la crema frullando in un mixer i carciofi  con un poco della loro acqua, passarli a setaccio e poi servire caldo nelle fondine aggiungendo a filo l'olio extravergine, qualche piccola quenelle di ricotta e sopra i frutti caramellati.

lunedì 13 febbraio 2012

SOLO PERCHE' NON SONO MAI ABBASTANZA



Che io non ami San Valentino non e' un mistero, non riesco proprio a digerire queste feste troppo commerciali, ma allora, mi chiederete voi perche'ci proponi un cuore?
Ieri stavo giusto pensando che in fondo da ragazzina era una festa a cui ci tenevo molto e quegli anni in cui non avevo nessuno da cui ricevere un regalo ero triste e sconsolata.
Immaginatemi poi come il classico brutto anatroccolo che passa davanti ai negozi e vede montagne e montagne di cuori, rossi e rosa, e si vede circondato da ragazzi innamorati e sogna continuamente il momento in cui avrebbe ricevuto anche lui a  quando sarebbe successo di riceve un cuore.
Con il tempo si matura e si capisce che l'amore non deve essere vincolato ad un solo giorno e non si deve dire TI AMO solo a S.Valentino ma questi cuori che si vedono ovunque in questi giorni, ammettiamolo, sono belli! e ...forse come quando eravamo ragazzini dovremmo continuare a disegnarli ovunque!


2 ROSSI D'UOVO
1 UOVO INTERO
200 GR RICOTTA FRESCA
80 GR MIELE DI ACACIA AL MIRTILLO (io Apicoltura Gaino) potete eventualmente sostituirla con miele di acacia normale
50 GR LATTE
ZUCCHERO DI CANNA per caramellare


Montare i rossi d'uovo e l'altro uovo intero in maniera da rendere il composto gonfio e soffice.
Aggiungere il miele e in seguito la ricotta.
Iniziare a mescolare energicamente e poi aggiungere anche il latte in modo che il composto diventi di una consistenza liquida corposa senza grumi.
Cuocere a bagnomaria nel forno ventilato per 40 minuti a 160 gradi in modo che il composto cuocia e si gonfi.
Togliere dal forno e appena si raffredda spolverizzare di zucchero di canna e cannellare la superficie.
Mangiare subito dividendolo in due!

sabato 11 febbraio 2012

A PRANZO CON LO CHEF


Leggendo su internet e' definito scontroso e restio alle interviste, aggiungete il fatto che, ancora non so come, mi parti' un messaggio per lui con il nome di un altro chef...insomma il primo pensiero che mi baleno' fu quello di essermi data la zappa sui piedi da sola!
Invece mi rispose subito ed ad accogliermi al ristorante la prima cosa che notai fu un sorriso cordiale e gentile.
Ma di chi sto parlando?...Ma di lui il grande chef stellato Flavio Costa, dell'Arco Antico a Savona.


In sua compagnia le ore passano in fretta, senza che uno abbia il tempo di realizzare che sta parlando con uno dei migliori chef del panorama culinario italiano, un  uomo che non ama mettersi in mostra o apparire in televisione semplicemente perche......ama il suo lavoro, ama consigliare i suoi clienti e stupirli di volta in volta con creazioni che cambiano spesso a seconda della stagionalita' e del suo grande estro.
Il ristorante e' tranquillo, senza troppe pretese architettoniche, si e' rilassati, per poi ridestarsi ogni qual volta un suo piatto arriva in tavola.
E' difficile esprimere a parole le sensazioni che ho vissuto a fianco di questo chef  "appassionato e felice"come ama definirsi lui ma spero che apprezzerete le foto dei suoi piatti alla fine dell'articolo.


Il segreto del suo successo?...grandi materie prime, (che sceglie personalmente), poca manipolazione e artificiosita', che sono solo a scapito del gusto, una cura del dettaglio che si nota nel design dei piatti che cambiano di volta in volta e si accordano con la ricetta, gentilezza e disponibilita' nell'accogliere i clienti e saperli consigliare in un lungo percorso gustativo e il sostegno della sua famiglia.
Un ragazzo normale che crede nel suo lavoro, in una lunga formazione e nella tradizione culinaria di ognuno di noi, un uomo che stupisce per la sua semplicita'  ma grande maestria nel momento stesso in cui vi sedete al suo tavolo.
Ma ora...basta discorsi e facciamo parlare le foto di queste opere d'arte .....


Gamberi rossi di Sanremo su cedro, fiori e erbe con sale di Maldon

Piatti artigianali  di sughero e fiori del suo orto

E dopo questa fantastica apertura a seguire il suo piatto forte che cambia a seconda della stagionalita':
Crema di carciofi con seppie al nero e scorzette di limone candito


j'm sorry....finita velocemente!
Devo dire che ancora con un sapore unico in bocca siamo passati ad un altro grande piatto: triglie scottate con fagioli di Pigna su crema di cipolle ramate di Montoro.


E ora in piatti peruviani...scampi su riduzione di burro bianco e tartufi neri



Pensavate che era finita?..per mia fortuna no, anche perche'questo piatto e'un tripudio di sapori....
Cappelli al ripieno di pesce ed erbe selvatiche su  crema di nocciole piemontesi e crumble di torta salata all'acciuga


e poi....Pescato con purea di carciofo, gambo fritto di carciofo e riduzione di Cinar, ...semplicemente geniale!

e ora chiudiamo in dolcezza, crema chibust bruciata su fragolini e zuppetta di mandarini, e meno male che non ama fare i dolci, ottimo e' dir poco!!


Non vi resta che andare subito da lui perche' e' una esperienza unica!
Non perdetevi l'íntervista a breve su le stelle si incontrano.