mercoledì 13 marzo 2019

SARDEGNA E I MALLERODDUS ALLA CAMPIDANESE

Che la Sardegna sia la meta preferita degli italiani in vacanza ormai è risaputo, ma è un'isola che riserva sempre molte sorprese anche fuore stagioni e soprattutto ad inizio primavera quando il verde si riflette sul blu del mare e, cosa da non sottovalutare, si possono vedere i carnevali tipici, che vengono da tradizioni millenarie.










Uno dei più tipici è sicuramente la Sartiglia ad Oristano, che si divide in due giornate e inizia al mattino presto con la vestizione dei cavalieri e poi le due gare, della stella e delle carri, e si conclude con la premiazione e la svestizione.
Ovviamente la parte iniziale e finale di questa feste sono accompagnate da banchetti, riti ancestrali e tanto, tanto orgoglio nel riportare in vita le antiche tradizioni anche dai più giovani (per fortuna, aggiungo io).
Le ragazze del posto fanno a gara a sfilare nei vestiti tipici che possono costare da 3000 a 6000 euro ciascuno.





Altro Carnevale tipico è quello di Ottana, che vede sfilare i bues e le merdules, rappresentative del rapporto ancestrale tra l'uomo e la bestia che deve essere domata.
Vestiti di pelli,cinture di campanacci che pesano fino a 30 chili, e maschere intagliate a mano che vengono prodotte da molti artigiani.




La cucina sarda è comunque ricca di storia e tanti sono i piatti che oramai sono conosciuti nel mondo come i malloreddus, i ravioli racchiusi con un ricamo, le seadas, i malloreddu, la fregola, le frisjiole (in tempo dei fritti) grazie anche  a materie prime ottime a kilometro 0, come i formaggi, l'olio, la bottarga, il maiale e la semola.
Ora vi lascio una ricetta classica dei mallureddus, la tipica pasta di semola a forma di gnocchetto allungato.



400 gr gnocchetti sardi
1 cipolla
300 gr salsiccia
200 gr pecorino sardo
300 gr passata pomodoro
pepe q.b.
sale q.b.

Sbucciate e tritate finemente la cipolla, quindi mettetela appassire n un tegame con un filo di olio evo.

Nel frattempo spellare la la salsiccia e sbriciolarla leggermente con le mani.
Unirla alla cipolla e farla rosolare per almeno 15 minuti a fuoco vivace, mescolando spesso e poi unire la passata di pomodoro.
Coprire poi con un coperchio e lasciare cuocere a fuoco lento per almeno ancora mezz'ora.
Regolare di sale e pepe.
 Quando il sugo sarà pronto, cuocete i malloreddus in abbondante acqua bollente salata.
intanto grattugiate il pecorino  in una ciotola e aggiungete un mestolo di acqua di cottura della pasta. Quindi frullate con un minipimer, aggiungendo altra acqua, se necessario, e sempre lentamente fino ad ottenere una crema liscia e non pastosa 
Scolare i malloreddus e unirli al sugo di salsiccia direttamente in padella, mescolare e per ultimo unire la crema di pecorino.
 Mantecare bene e servire.


1 commento:

  1. Amo la Sardegna e conosco tutto quello di cui hai parlato molto bene.Non mangiando carne gli gnocchetti li mangio al pomodoro (fresco)... e sono meravigliosi comunque!

    P.S. Nella ricetta classica con la salsiccia non ci andrebbe lo zafferano?

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