sabato 1 marzo 2014

#FIERAINCAMPO2014

In data 21/23 febbraio si è svolta a Caresanablot, Vercelli, la 37° edizione di “fiera in campo”.
Dalle eccellenze delle produzioni agricole all’alta cucina il passo è veramente breve; è sempre più importante partire alla base dei piatti, alla produzione delle materie prime e a ottime eccellenze come il riso che nel mondo ci invidiano.
Rinomati chef, molti di questi stellati, provenienti da tutto il territorio nazionale, coordinati da Luigi Cremona e Witaly hanno deliziato il pubblico offrendo la loro versione del risotto.
Due giorni veramente intensi dove nella giornata di sabato ho anche fatto parte delle giuria per selezionare la Miglior Ricetta, la miglior Azienda e il miglior Prodotto.
La prima ad entrare in scena è Aurora Mazzucchelli del Ristorante Marconi a Sasso Marconi che ha presentato una tartare di capriolo con sfere di uovo e gelatina di ribes e un risotto con polvere di the e brina di latte di capra



Il secondo Alberto Conti del ristorante La bettola di Vercelli che ha interpretato un magnifico risotto alle verdure di stagione e un filetto di rombo con melagrana e finocchi.


Ilario Vinciguerra invece ha presentato due versioni di Risolio, alle mele con polvere di capperi e aglio, olio e peperoncino: la base del risolio si basa su una mantecatura all’olio d’olio e il continuo girare nella pentola, semplicità e pochi ingredienti per fare ottimi piatti.









Gioca sulle sensazioni e sui ricordi d’infanzia Leandro Luppi di Vecchia Malcesine a Malcesine, profondamente legato al suo territorio ci ha portato dei gnocchi con sarde di lago e limone candido e una pizza risotto, idea strepitosa, simpatica e ottima.




Si susseguono poi sul palco anche altri grandi come i grandi Christian e Manuel Costardi padroni indiscussi di casa.

Tutti ottimi piatti accompagnati da vini e birre artigianali e da materie prime di prima qualità.
Una kermesse di grande successo che mi auguro si ripeta perché ha permesso di valorizzare uno dei prodotti d’eccellenza d’Italia e perché gli chef lo hanno magnificamente interpretato non solo per ad addetti ai lavori ma anche per un parterre abituato a lavorare la terra, a chi pianta il chicco di riso  e lo lavora con cura e amore.

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