sabato 30 ottobre 2010

...GLI SPINACI NO!


“Eh no...gli spinaci proprio no!”
“Mangia che ti fanno bene” quante volte mia mamma avrà ripetuto questo disco
“Ma non mi piacciono!”
“Guarda braccio di ferro che mangiandoli diventa forte”
Questa è la goccia che fa traboccare il vaso, odio Braccio di ferro, non mi piace, fin da piccola mi sembrava una presa in giro per i bambini per obbligarli a mangiare gli spinaci e poi non riuscivo neanche ad identificarmi in Olivia perché troppo magra e alta per me!
L’unico che mi stava simpatico è Poldo sempre dietro a mangiare!
La mia alimentazione si basa molto sulla frutta e verdura, anche se poi alla fine mangio di tutto, ma tra tutte gli spinaci proprio non li reggo.
Ora visto che alla base della mia cultura culinaria con mio figlio vige la regola ferrea di “Si deve mangiare di tutto” ovvio che non posso esimermi anche io di mangiarli qualche volta.
Ho scoperto che tutto sommato se sono freschi li gradisco di più e se poi li abbino ad una ricettina finger food il gusto ci guadagna e tutto sommato li mangio molto, molto volentieri.

Polpettine di spinaci e uva sultanina con sale di Cervia.




1 UOVO
2/3 PATATE
SALE DI CERVIA
100 GR GRANA
200 GR SPINACI FRESCHI
PEPE, OLIO
50 GR UVA SULTANINA
1 CUCCHIAIO PAN GRATTATO





Ammorbidire l’uvetta nell’acqua.
Intanto pulire le foglioline di spinaci e tagliarle grossolanamente.
Mettere a cuocere le potete in acqua e sale.
Quando saranno pronte tagliarle a pezzi e con una forchetta schiacciarle in una terrina.
Tagliare le foglioline degli spinaci a pezzi più piccole, unirli insieme alle patate, al formaggio e all’uvetta.
Aggiungere l’uovo e se l’impasto risulta morbido anche il pangrattato.
Con le mani formare delle polpettine e friggerle velocemente nell’olio caldo.
Spolverizzare di pepe e sale di Cervia che da un gustino più saporito alle polpettine.

giovedì 28 ottobre 2010

LA MIA TARTE CHOC



Lo so che esistono molto versione di questa torta a partenza da quella originale dello chef patissier Christophe Felder, ma anche io volevo dare la mia, unendo i miei due ingredienti preferiti: il cioccolato e il peperoncino, perché se penso ad una torta, di primo acchito mi viene in mente il cioccolato.



L’altro ingrediente a me molto caro, anche se nelle ricette che propongo lo uso poco per pietà di voi lettori, è il peperoncino.
Adesso lo so che inorridirete, ma quando sono depressa sono capace di mangiarmi un barattolino di peperoncini hot sott’olio.
Questi due ingredienti mi danno una dipendenza tale per cui cerco di nasconderli negli antri più sperduti della mia cucina, lontano dalla vista e dalla mia bocca vorace.
Ma perché non abbinarli nella mia tarte choc?!
Ho utilizzato la pasta di base di Felder, visto che è perfetta, ma ho modificato decisamente la crema dentro.
Eccovi la mia versione:

X la pasta
75 GR BURRO
45 GR ZUCCHERO
1 TUORLO
15 GR MANDORLE IN POLVERE
125 GR FARINA
1 CUCCHIAIO DI ACQUA
1 PIZZICO DI SALE

X il primo strato di cioccolato
150 GR CIOCCOLATO (minimo 70%)
40 GR BISCOTTI SECCHI
20 GR BURRO
1 CUCCHIAINO DI PEPERONCINO SECCO IN POLVERO

X il secondo strato
200 GR CIOCCOLATO FONDENTE
2 TUORLI
40 GR ZUCCHERO
250 ML PANNA



Preparare la pasta, tritando prima a farina le mandorle; sbattere le uova con lo zucchero e il burro ammorbidito e poi unire gli altri ingredienti.
Formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e riporre in frigorifero a riposare almeno un’ora.
Intanto preparare il primo strato mixando nel frullatore i biscotti, il cioccolato, il burro e il peperoncino, io consiglio non troppo finemente perché mi piace l’idea del leggermente granulato sopra la base di frolla.
Trascorso il tempo di riposo stendere la pasta con il mattarello e ricoprire uno stampo a cerniera.
Versare all’interno il primo strato di cioccolato e infornare a 160° per 20 minuti.
Intanto preparare la crema al cioccolato: spezzettare grossolanamente il cioccolato e scaldare leggermente in un pentolino la panna.
A parte montare i tuorli con lo zucchero fino a gonfiare il composto, poi versare a filo la panna, mescolare energicamente senza però farla bollire, fino a che si addensa e vela il cucchiaio.
Versare la crema sul cioccolato fino al completo scioglimento.
Versare poi la crema sulla torta e lasciar riposare al fresco fino a che si rapprenda.

Apro però ancora una parentesi: nella torta ho usato il peperoncino classico italiano, ora è spontaneo chiedersi perché ho messo nella foto un peperoncino Habanero.
Lo sapete che i food bloggers tutto sommato non fanno niente senza un apparente motivo per cui vi voglio raccontare la storia di quel peperoncino.
Due anni fa durante una fiera gastronomica me l’hanno venduto come tra le varietà più piccanti. Non avendo avuto la possibilità subito di trapiantare i semi li ho passati ad un mio cugino a cui sono cresciute piante rigogliose e con tanti peperoncini.
Questa primavera speranzosa ci ho provato anche io: ho messo i semi in ben due vasi enormi.
Voi sapete come sono orgogliosa delle mie piante sul balcone per cui immaginatemi pure a parlare per ore e curarle per un’intera estate; che meraviglia vederle diventare sempre più belle e alte, quasi quasi quanto me (oddio ci vuole poco direte voi!).
Speranzosa ho aspettato il passare dei giorni e dei mesi, e alla fine…………un solo unico peperoncino: LUI!!!!!!!



Non chiedetemi il perché, vista la mia delusione non è il caso, ma LUI lo dovevo proprio immortalarlo e adesso ha un posto di rilievo nella mia cucina, non oso ancora mangiarlo!

lunedì 25 ottobre 2010

SALONE DEL GUSTO






Per oggi niente ricette ma solo il racconto di una meravigliosa esperienza vissuta questo week end al Salone del Gusto a Torino.
Da quando ho aperto il blog, e voi sapete da non poi molto tempo, ho ricevuto molte soddisfazioni apprezzate moltissimo soprattutto per me che sono fondamentalmente una persona che non si mette in mostra, un po' timida e soprattutto schiva a farsi notare.
Tanti sono stati i momenti magici: per primo indubbiamente l'emozione della performance e il raccontare ad un pubblico il mio piatto e che cosa rappresenta per me.
Ma questo evento non avrebbe avuto senso senza l'animo delle persone che ci ruotavano attorno, l'incontro reale con tante food bloggers, persone stupende, che fanno grandi i loro blog :Lidya,Maria Teresa e Marie (loro lo sanno che per me rappresentavano il top e quindi inavvicinabili ma poi lì ho scoperto che sono due ragazze fantastiche),Elvira, Giovanna, Chiara,Twostella,Ambra, Sonia, Daniela e tante altre e scusate se non vi ho citato tutte, cuori e anime di blogs bellissimi, donne accomunate da una passione in comune, la cucina, ma soprattutto persone reali che trasmettono nelle loro ricette le loro personalità.




Tra tutte queste ovviamente lei, Sara, con cui abbiamo condiviso tutto dall'inizio alla fine, gioie e dolori (tra questi ci metterei solo la stanchezza e i soldi spesi poi al salone per comprare ogni prelibatezza): veramente una ragazza eccezionale, dalla personalità solare e dirompente che ti mette allegria!(dai che ne vedremo ancora delle belle insieme!)




Indimenticabile anche l'incontro con Sigrid, oserei dire la mamma di tutti i food bloggers italiani, che mi ha insegnato che sicuramente la miglior cosa è mettere nel blog spontaneità e genuinità cercando sempre di essere più reali possibili, nelle parole così come nelle nostre ricette.






E tutto intorno a noi l'azienda Garofalo, che ha organizzato tutto alla perfezione, una coordinazione meravigliosa che sicuramente ha permesso questo grande successo e ha messo soprattutto a nostro agio, noi foood bloggers in scena, di solito abituati a stare dietro al vetro di un computer che ci oscura e ci protegge.
E a questo punto partono sicuramente i ringraziamenti a tutti gli organizzatori dalla stessa Garofalo che ha creduto in noi: a Emidio Mansi, direttore commerciale e persona veramente squisita che ha dovuto fare da giudice nel concorso, Giorgio, l'organizzatore di tutto, l'uomo che tutto ha risolto con nonchalance, a Laura per la spesa e parte tecnica, la signora Palmira veramente unica e instancabile, e poi ovviamente tutto lo staff che ha reso il pubblico a proprio agio e desideriosi di assaggiare la nostra pasta.
E per ultimo un ringraziamento doveroso e ufficiale a Daniele, lo chef che ci ha affiancato, che soprattutto mi ha fatto ridere quando la tensione per la prestazione era alta, che ha assaggiato e che ha permesso la riuscita eccellente del mio piatto. Grazie!



Alla fine posso solo aggiungere che sono orgogliosa di aver preso parte a questo avvenimento e di esserne stata anche per un pochino la protagonista.
Grazie di cuore a tutti!
E adesso le foto di momenti rubati a questa bella esperienza, lasciate così senza ritocchi propri per darvi un'idea più reale di quello che ho vissuto........e così potrete anche dare un volto a me che fino adesso avevo evitato di farmi fotografare!!!!






giovedì 21 ottobre 2010

UNA MELA AL GIORNO....


E mentre mi preparo per andare a Torino vi voglio lasciare una ricettina provata giusto stasera, ideale per riscaldarsi e confortarsi in queste giornate che sono assai piene di impegni!
Devo dire che ci ho pensato un po' su quest'abbinamento: Crema di sedano e mele con pancetta al vino rosso
Sapete ormai che sono un po' particolare e mi piacciono gli azzardi ma devo dire che il contrasto creato tra il forte del sedano e acidulo della mela è ben bilanciato dalla dolcezza della pancetta caramellata nel vino, che dona così anche un tocco di croccantezza al piatto.



2 CUCCHIAI DI BURRO
1 CIPOLLA
5 GAMBI DI SEDANO , privati delle foglie e delle parti più dure e dei filamenti
1 GROSSA PATATA
1 FOGLIA ALLORO
BRODO VEGETALE Q.B. (circa 4 tazze)
1 MELA VERDE medie dimensioni
50 GR GRUVIERA

50 GR PANCETTA
1 CUCCHIAIO DI ZUCCHERO di CANNA GREZZO
1 TAZZINA VINO ROSSO



Ponete in una casseruola il burro e fatelo fondere dolcemente.
Unitevi la cipolla tritata finemente e poi il sedano, la mela e la patata tagliati a pezzi piccoli.
Continuare la cottura per almeno tre minuti, girando e insaporendo con sale e pepe.
A questo punto incorporare un po' di brodo e portare ad ebollizione.
Abbassare la fiamma e lasciar bollire per almeno 25 minuti.
Se tende a rapprendersi troppo aggiungere altro brodo.
A cottura ultimata lasciar intiepidire la zuppa e poi trasferirla in un frullatore riducendola a crema.
A parte intanto far rosolare in una padella antiaderente la pancetta a dadini e quando inizia a sfrigolare aggiungere lo zucchero e il vino rosso (io ho usato uno leggermente corposo).
Raccogliete intanto il passato e rimettetelo nella casseruola a scaldare per cinque minuti.
Unite il formaggio, mescolando continuamente in modo che si sciolga bene.
Servire la crema nei piatti e finire di completare aggiungendo un bel cucchiaio di pancetta che emanerà un piacevole aroma di vino,inebriante e caldo.



Assolutamente da provare e soprattutto ideale per l'abbinamento frutta e verdura.
Con questo partecipo al primo contest di Araba felice in cucina:

martedì 19 ottobre 2010

CONIGLIO ALLA BIRRA E ZENZERO



Stavolta voglio iniziare il post ringraziando tutti i sostenitori e tutti quelli che passano da me e lasciano dei commenti.
Ieri riflettevo proprio sull’importanza della comunicazione che instauriamo tra di noi, di come ormai si è creata una rete di amicizie virtuali, di conoscenze e di scambio di informazioni tra persone stupende accomunate da una stessa passione in comune: la cucina e l’amore del cibo e del significato che riponiamo in esso.
Non voglio fare la filosofica ma a questa riflessione ne è seguita subito un’altra e cioè sull’importanza del ringraziare chi è costantemente presente, chi mi lascia un commento, chi passa e sbircia e anche e soprattutto chi prova le mie ricette.
Grazie!
Ma ora passiamo alla ricetta e stavolta voglio accontentare qualche sostenitore maschietto che vuole qualcosa di facile, gustoso ma di effetto.
Eccovi accontentati: coniglio alla birra e zenzero (come potevo non mettere la birra in una ricetta per maschietti?!).



Io ho usato una birra chiara (non faccio nomi anche perché comunque in circolazione ce ne sono diverse) ricca e corposa dal sapore leggermente asprigno.

1 CONIGLIO TAGLIATO A PEZZI
40 GR PANCETTA STESA
1 CIPOLLA DI TROPEA
200 ML BIRRA CHIARA
1 CUCCHIAIO DI ZUCCHERO DI CANNA
50 GR PINOLI
SALVIA
OLIO, SALE, PEPE
PIZZICO DI ZENZERO
1 CUCCHIAIO DI ZUCCHERO CANNA SCURO



Staccare le foglie di salvia, sciacquarle e tagliarle finemente insieme alla cipolla e alla pancetta.
Far soffriggere il battuto a fiamma dolce in una padella antiaderente, aggiungere anche il pizzico di zenzero in polvere.
Quando inizia a prendere colore aggiungere i pezzi di coniglio e farli rosolare a fiamma più alta per qualche minuto, girandoli anche dall’altro lato.
Regolare di sale e pepe e sfumare con la birra, lasciandola evaporare per qualche minuto.
Aggiungere il cucchiaino di zucchero di canna e poi mettere il coperchio e continuare la cottura per almeno una bella ora e mezza a fiamma dolce. Aggiungere se necessario anche dell’altra birra.
A metà cottura aggiungere i pinoli.
Servire il coniglio su un piatto da portata accompagnato da un po’ di sughino.


Cari omini, semplice no?!

domenica 17 ottobre 2010

RAVIOLI DI ZUCCA



Lo so che starete pensando "Ecco finalmente una ricetta normale,i clasici ravioli di zucca"
Siete sicuri?...dai guardate meglio



"va beh ci hai aggiunto una salsa allo zafferano..."
Prova ad allungare una mano...



..no aspetta, mettici un po'di crema..



...va beh ti è concesso un aiutino,usa la forchetta.



...adesso ti è tutto più chiaro?!


Eccoti i miei ravioli di torroncino,zucca e cioccolato con salsa di latte intero concentrato allo zafferano!

X LA PASTA FROLLA
300 GR FARINA
80 GR ZUCCHERO A VELO
1 UOVO
GRATTATA DI SCORZA DI LIMONE
130 GR BURRO


X IL RIPIENO

100 GR TORRONE DI CREMONA
200 GR ZUCCA PULITA E COTTA
150 GR CIOCCOLATO FONDENTE
¾ AMARETTI
UN PIZZICO CANNELLA
UN PIZZICO ZENZERO

X LA SALSA
UNA TAZZINA DI LATTE INTERO
UNA BUSTINA DI ZAFFERANO
100 GR LATTE INTERO CONCENTRATO ZUCCHERATO

Fare la pasta frolla nella maniera classica lavorando e impastando molto velocemente gli ingredienti.
Formare una palla, richiudere nella pellicola e mettere nel frigorifero a raffreddare per qualche ora.
Intanto preparare il composto.
Cuocere la zucca già pulita dei semi nella pentola a pressione.
Frullare il torrone.
Sbriciolare gli amaretti e mettere a sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente.
Appena il cioccolato di raffredda leggermente unire la zucca e poi tutti gli ingrendienti; mescolare per amalgamare bene tutto.
Riporre in frigo a riposare per almeno mezz'ora.
Trascorso il tempo prendere la pasta frolla e stenderla con un mattarello.
Ungere uno stampo per i ravioli e ricoprire con un foglio di pasta frolla.
Riempire i nostri ravioli con il composto e poi richiudere con un secondo strato di pasta frolla.
Pressare bene con le mano, girare su una placca da forno e poi con un dischetto dividere i nostri ravioli.
Infornare per 20 minuti a 160°.
intanto preparare la salsa, facendo scaldare leggermente il latte a cui uniamo lo zafferano.
Attenzione a non far bollire.
Tagliere dal fuoco e unire il latte intero concentrato zuccherato.
Girare per amalgare bene e poi versare sui nostri ravioli quando li sforniamo.
Far raffreddare leggermente e gustare uno a uno!



Con questa ricetta partecipo al concorso per la Festa del Torrone a Cremona!

venerdì 15 ottobre 2010

MOUSSE CIOCCOLATO-LIQUIRIZIA



Il ciclone sta passando gli operai oggi finiscono e io mi trovo con una casa devastata ma finalmente con i lavori finiti.
Quindi il massimo del mio week end saranno le pulizie intense, per cui mi ci vuole qualcosa di veloce e gustoso per partire alla grande con i lavori da massaia!

MOUSSE CIOCCOLATO CON CUORE DI LIQUIRIZIA

200 GR CIOCCOLATO FONDENTE almeno 70%
150 GR ZUCCHERO
3 UOVA
200 ML PANNA + 1 CUCCHIAIO
200 GR LIQUORE DI LIQUIRIZIA
50 GR ZUCCHERO



Sciogliere il cioccolato a bagnomaria.
Nel frattempo in una terrina sbattere le uova con lo zucchero.
Quando il composto risulta spumoso aggiungere il cioccolato fuso.
Montare intanto la panna fintanto che diventa dura e aggiungerla al composto.
Versare la mousse negli stampini e porre in frigo a rassodare per almeno 5 ore.
Intanto preparare un caramello con lo zucchero e il liquore.
Quando inizia il bollore lasciare stare il pentolino e appena vedrete che si trasforma in caramello aggiungere un cucchiaio di panna liquida in modo da bloccare la cristallizzazione.
Siringare le nostre mousse e porre nel freezer almeno un quarto ora prima di servire, ciò aiuterà a rendere il cuore di liquirizia più consistente.
Rovesciare le mousse e servire in tavola decorando con il caramello avanzato.

..buon week a tutti, io mi trasformo in Cenerentola, ...solo la prima parte però della favola, quella in cui sgobba!

mercoledì 13 ottobre 2010

MARMELLATA DI MELE, PINOLI E ROSMARINO



Oggi sono decisamente molto più tranquilla e convinta che la mia partecipazione al Salone del Gusto sarà comunque una bellissima esperienza; ribadisco... chiunque si trovi a passare di là mi venga a trovare!.
Beh, per scaricare la tensione l'altro giorno mi sono dedicata ovviamente ad una marmellatina, perché nulla è così confortante di vedere un bel pentolone con della frutta dentro che diventa pian piano una prelibatezza dolcissima che renderà più gustosa le nostre colazioni.
Stavolta ho pensato alle mele e mi sono inventata questa marmellata di mele con pinoli e rosmarino..
L'idea originale prevedeva le mandorle ma sono riuscita a bruciarle e non tostarle, visto che ogni tanto la mia mente vaga ultimamente, comunque il risultato mi ha soddisfatto e il pinolo date le dimensioni direi che ci sta bene in una marmellata!




1 KG MELE GOLDEN
600 GR ZUCCHERO
100 GR PINOLI
2 RAMETTI DI ROSMARINO

Tostare i pinoli e non bruciarli!
Pulire le mele dalla buccia e dai semini e tagliarle a pezzi grossolani.
Metterle nel pentolone insieme allo zucchero e lasciare a macerare per almeno sei ore.
Trascorso questo tempo iniziare la cottura.Dopo circa dieci minuti aggiungere le foglioline di rosmarino tritate grossolanamente (io ne ho lasciate anche qualcuna intera) e aggiungere i pinoli.
Continuare la cottura fino al raggiungimento della consistenza desiderata.
(all'incirca ha cotto per 20 minuti circa).
Invasare quando è ancora caldo e rovesciare i barattoli.



Con questo partecipo alla raccolta di Le Tamerici:

lunedì 11 ottobre 2010

TI CUCINO COSI....... AL SALONE DEL GUSTO!

E' già da qualche giorno che ve lo vorrei dire ma dovevo aspettare che tutto diventasse ufficiale.



Con emozione vi comunico che sono tra i vincitori del concorso della Pasta Garofalo e sarò in scena al Salone del Gusto a cucinare per Voi domenica 24 alle ore 12.30.
Vedere il mio nome sulla locandina della Pasta Garofalo mette sicuramente un po' di agitazione e se poi penso che devo cucinare con uno chef e un aiuto chef davanti a trenta persone mi viene la tremarella, ma sono veramente contenta di questo premio e volevo condividerlo con Voi.
A tutti regalo un piatto della mia pasta che ha vinto e mi raccomando, se ci siete mi piacerebbe conoscervi!

ZUPPA DI POLLO, FUNGHI PORCINI, NOCI E LAVANDA




Voglio essere ottimista e nutro grandi speranze per questa settimana, di riuscire a finire i lavori in casa, di risolvere i problemi con la scuola e che tanti progetti di lavoro si realizzano.
Ecco che allora è necessario in questi giorni una bella zuppa, calda, rassicurante, che scaldi l'animo e rallegri la tavola; perchè allora non utilizzare i funghi porcini che stanno invadendo i nostri banchetti?

Zuppa di pollo, funghi porcini, granella di noci e olio alla lavanda



1 CIPOLLA
1 GAMBO DI SEDANO
4 CUCCHIAI DI FARINA
5 TAZZE DI BRODO DI POLLO
230 GR FUNGHI PORCINI AFFETTATI
200 GR CARNE POLLO
100 ML PANNA
PARMIGIANO
NOCE DI BURRO
OLIO, SALE, PEPE
OLIO ALLA LAVANDA
50 GR NOCI




Fate fondere la noce di burro in una casseruola a fuoco moderato.
Unire la cipolla,il sedano e la carota tagliati finemente e far soffriggere per 3/4 minuti a fuoco moderato mescolando ripetutamente.
A questo punto aggiungere anche la carne tagliata a dadini in modo che sfrigoli per quanche secondo.
Incorporare poi la farina e diluire lentamente con un quarto di brodo, mescolando con cura in modo da amalgamarla.
Irrorare con il brodo rimasto e mescolare continuamente fino a portare a bollore.
Continuare la cottura con il coperchio per almeno 20 minuti.
Nel frattempo in un'altra padella aggiungere una noce di burro e rosolare i funghi porcini; insaporire con sale e pepe e lasciarli soffriggere almeno per 8 minuti fino a quando saranno dorati.
Quando saranno pronti aggiungerli alla zuppa.
Continuare a mescolare nella pentola in modo da amalgamare i sapori.
Completare versando la panna e lasciar cuocere ancora qualche minuto.
Salare e pepare a piacere, aggiungere una spolverizzata di formaggio e servire nelle terrine.
Versare alla fine le noci sminuzzate e qualche goccia di olio aromatizzato alla lavanda (io lo preparo in un barattolo chiuso con qualche fiore di lavanda dentro).
Con questo partecipo oltre che al mio contest anche al contest di Au Yeti Gourmand:

sabato 9 ottobre 2010

BENTO BOX HALLOWEEN




E aspettando la mia prima zuppa per il mio contest oggi ho deciso di creare il mio primo bento box e con un tema decisamente ….terrificante!Halloween bento box!
Il bento box per chi non lo sapesse viene dalla tradizione giapponese.
Ogni mattina la donna giapponese prepara per i propri figli e mariti il classico cestino del pranzo, nulla di particolare direte voi, invece, visto che la donna giapponese ha il preciso compito di nutrire la famiglia ma soprattutto di far bella figura,deve creare dei veri e propri capolavori di intaglio e decorazioni!
Ecco che ci si trova davanti a delle vere proprie opere d'arte fatte da donne che imparano fin da bambine questa tradizione.
Per me è stata la prima esperienza ma simpatica e visto che si avvicina Halloween,ho creato questo box.
Guardate tutto con calma e poi ditemi se vi piace:









Io ho usato:
per la parte salata

riso con semini di senape con pipistrelli ricavati dalle zucchine
zucca ricavata dal rosso dell'uovo sodo intinto nel curry
scopa ricavata da un pezzo di pane con filamenti di formaggio legati da un filo di erba cipollina
fungo formato dal cappello di pomodoro e gambo di pane
bara sagomata con il coltello su un toast
cappello da strega intagliato da un pezzo di formaggio semiduro con nastro di carota
fantasmino ricavato dal bianco dell'uovo
fiore velenoso intagliato dalla carota

per la parte dolce
cappello ricavato da un cioccolatino rotondo e finito di decorare con il cioccolato
topolino fatto con marzapane
serpentello piccolo fatto con cioccolato plastico
serpente grande fatto con la banana con occhi di cioccolato e lingua con il frutto
fantasmino in caramella

Con questo partecipo alla paurosa raccolta di: