giovedì 30 settembre 2010

CREMA D'ORO





Il mio umore è sempre più nero, questa settimana ho volutamente non voluto raccontarvi nulla, ma ora vi ragguaglio sulle mie ultime novità anche perchè siete stati tutti molto gentili e i vostri commenti di solidarietà mi servono molto.
Vi ricordate gli spostamenti dei miei mobili che ora sono tutti in casa?! Ebbene, i lavori dovevano iniziare lunedì ma all'ultimo secondo il piastrellista di fiducia si è ritirato, lasciandomi così in balia dei miei mobili, (pagamento condomiale già in parte anticipitato) e in uno stato di sconforto totale.
Il compito della settimana è stato di trovare un nuovo piastrellista,e rifare i preventivi tutto molto velocemente, ma quando un altro si è fatto avanti e ci ha anche suggerito di iniziare a rompergli qualche pezzo in terrazzo, è sparito anche lui.
Ora al fine settimana mi ritrovo non solo con i mobili in casa ma con nel terrazzo una voragine da Grand Canyon, senza aver risolto la mia situazione ma anzi peggiorandola.
Per la cronaca il divano da un quintale è stato rispostato in terrazzo perchè in casa altrimenti non si mangiava.
Ma la cosa che in questo periodo mi ha devastato di più è stata la nuova scuola di mio figlio.
Quest'anno ha iniziato il prescuola in una nuova scuola ma non potendo permettermi di tenerlo a casa lui si deve fermare fino alle quattro; essendo stato però abituato fino alla settimana scorsa a dormire il pomeriggio, il mio bimbo ha avuto un po' di difficoltà ad ambientarsi (tra l'altro sfiderei chiunque).
Ebbene ogni giorno della settimana le sue due nuove maestre hanno ininterrottamente telefonato a noi per dirci di andarlo a prendere alle due in quanto non preparato ad affrontare la nuova classe, che è un peso e loro non sono baby sitters e che forse dovrei prendere una insegnante di sostegno perchè nel pomeriggio non si integra bene, o per lo meno tenermelo in casa 15 giorni per abituarlo a non dormire, aggiungendo ben inteso che loro vogliono il bene del bimbo, che per altro non disturba ma è anche ben educato.
Questo è il sunto, i commenti alle maestre e alla loro non voglia di lavorare ve li risparmio, perchè forse vi annoierei, ma vi lascio con una domanda: se voi siete abituati a dormire al pomeriggio dopo mangiato e d'improvviso vi dicono "d'ora in avanti devi stare sveglio, e devi fare dei lavori" all'inizio anche voi non provereste un po' di difficoltà?!
Visto che siete stati tutti molto vicini e comprensivi e non posso abbracciarvi tutti se non solo vitualmente, vi lascio una ricetta facile ma che spero riscaldi il cuore e che quell'oro vi porto il sorriso!



CREMA DI RISO ALLO ZAFFERANO CON CUORE DI PECORINO E SEMI DI PAPAVERO
400 gr PANNA
100 GR LATTE
60 GR RISO
ZAFFERANO

x il biscottino centrale
(ne vengono un bel po' per chi piace qualcuna in più)
100 GR FARINA
65 GR BURRO
75 GR PECORINO
SEMI DI PAPAVERO



Far cuocere il riso nella panna e latte per almeno 20 minuti.
Regolare di sale e aggiungere lo zafferano; a questo punto cuocere ancora per 10 minuti.
Intanto preparare le palline, impastanto insieme la farina, il pecorino grattuggiato e il burro leggeremente ammorbidito.
Con le mani poi formare delle palline e passarle nei semi di papavero.
Mettere nel forno a temperatura elevata per 10 minuti.
Quando la crema è pronta servire nei piatti, decorare con i pistilli di zafferano e aggiungere al centro la pallina di pecorino.
Servire con un filo di olio, velocemente in modo che la pallina inizi a sciogliersi leggermente nel calore della crema.

martedì 28 settembre 2010

UN PICCOLO TESORO


Quando ho visto il tema di questo contest di Fabiana sono rimasta subito colpita, perché è molto particolare e permette di scoprire un po’ più a fondo la personalità di noi blogger.



Ho subito pensato ai vari gioielli che hanno un valore per me, quali l’anello di fidanzamento dato davanti ad una paella galeotta, l’anello per l’arrivo del bimbo, la croce della nonna, o gli orecchini di perle del diploma, ma più di tutti mi è venuto in mente un ninnolo che non è così prezioso ma è ha un grande valore affettivo.
Questo anello è un banalissimo cerchietto di argento comprato in Marocco e che uso al pollice, lo so che è il meno prezioso ma è il simbolo della mia vita coniugale.
L’incontro con mio marito è stato il classico colpo di fulmine, la sera stessa che siamo usciti insieme sono tornata da mia mamma e le ho detto ”questo lo sposo”.
Non saprei dirvi che cosa mi ha conquistato di lui ma penso che da subito mi sia accorta che era “l’altra metà della mela”.
Ormai sono passati un bel po’ di anni ma siamo sempre più uniti anche perché condividiamo quasi tutti gli interessi e questo ci porta ad avere un ottimo affiatamento.
La nostra più grande passione è viaggiare e cerchiamo anche adesso con un bimbo piccolo, di scoprire nuove culture e nuovi paesi; ecco perché sono particolarmente affezionata a quest’anellino.



L’abbiamo comprato proprio in uno dei nostri primi viaggi, nel deserto del Marocco, e ogni volta che lo metto mi mette coraggio e sorrido perché penso a quanto sono fortunata a poter condividere con lui la mia voglia di scoprire il mondo.
Per questo non posso che presentarvi un piatto tipico del Marocco, che magari non conoscete molto bene, ma che a differenza delle classiche tajine, che mio marito non le può vedere, queste sono molto sfiziose: i briouats.



In Marocco si usano in molte versioni sia dolci che salate con ripieni diversi a seconda delle regioni.
La pasta di base (pastilla) è a base di farina di frumento non lievitata e impastata con acqua tiepida e poco sale, molto simile alla pasta phillo, per cui se non volte lavorare a lungo e di gomito (perché bisogna avere molta pazienza come a volte solo le donne arabe hanno) potete sostituirla benissimo con questa.

SFOGLIE DI PASTILLA 250 GR
FORMAGGIO CAPRINO MOLLE 350 GR
OLIVE NERE E VERDI 150 GR
UN UOVO E UN ALBUME
SCORZA DI LIMONE
SALE E PEPE



Tritate fine la scorza di limone e unitelo al formaggio e alle olive tritate. Aggiustate di sale e pepe e poi unitelo con l’uovo sbattuto.
Tagliate intanto i fogli di pastilla in strisce lunghe di 8/10 cm sul piano di lavoro infarinato senza sovrapporli.
Versate un cucchiaio di composto sull’estremità inferiore di ogni striscia,sollevate il lembo inferiore e piegatelo sino a ricoprire il ripieno.
Ribaltate il fagotto verso l’alto e poi a sinistra: ripetere l’operazione piegando a destra e a sinistra sino ad ottenere una sorta di panzerotto triangolare.
A questo punto potete sia friggerli in poco olio, sia spennellarli con l’uovo sbattuto e poi metterli in forno.
Servire caldi con la buccia di limone tritata e un po’ di prezzemolo.



Di sicuro non sono venuti così bene come i loro ma sono di sicuro stati molto apprezzati!

domenica 26 settembre 2010

CHOCCO-VANILLE TEA


Sono giornate veramente impegnative e il mio morale non è il massimo.

Comunque ieri dopo l’ennesima corsa avevo voglia di tirarmi su il morale con qualcosa di molto cioccolatoso da poter mangiare a colazione e ripartire alla grande la settimana.
Visto che al mattino non riesco a carburare se la colazione non viene accompagnata ad un bel litro di the rigorosamente amaro; allora perché non abbinare in un torta the e cioccolato?
Ho usato per questo dolce del the alla vaniglia comprato direttamente in Guadalupa, molto, molto aromatico,dal sapore speziato intenso e dal profumo ottimo che avvolgerà la casa; la preparazione in effetti è molto semplice, veloce e leggera per la quasi assenza di grassi per cui perché non provarla?!



200 GR FARINA
50 GR CIOCCOLATO AMARO (70% minimo)
50 GR CACAO
160 GR ZUCCHERO
200 GR THE’ ALLA VANIGLIA
2 UOVA
50 GR BURRO

Preparare una caraffa di acqua calda e lasciare in infusione una bustina di the alla vaniglia.
Nel frattempo spezzettare molto finemente il cioccolato fondente.
Montare le due uova intere con lo zucchero e il burro ammorbidito in modo da rendere il composto gonfio e spumoso.
A questo punto aggiungere il cacao e la farina, il cioccolato tritato e per ultimo poco alla volta il the ancora leggermente caldo.
Versare il composto che rimane leggermente liquido nello stampo da plum-cake e infornare.
Ovviamente accompagnare al mattino con una bella tazza di the.

venerdì 24 settembre 2010

CUORICINI DI PEPERONI CON SALSA DI ACCIUGHE AL VERDE E LIMONE


Help...aiuto rivoglio la mia casa!
Vi avevo già annunciato che ho dei lavori in casa per cui mi ritrovo tutto sottosopra, basti pensare che adesso in cucina non ho il tavolo ma una radice di ulivo di oltre un quintale!
Ebbene si, e per farvi capire vi racconto la storia di quel divano.
Cinque anni fa andammo in vacanza in Sardegna; l’ultimo giorno di vacanza decidemmo di arrivare prima al traghetto e con mia grande sorpresa scoprii una feria proprio all’imbarco della nave.
Visto che mancavano ormai molte ore per ingannare il tempo decidetti di farmi un giretto e subito mi innamorai di quell’espositore, o meglio di tutte le sue creazioni, mobili da giardino creati con le radici di piante di ulivo.
Ritornai subito di corsa da mio marito” Tesoro vero che in questo viaggio abbiamo speso poco?” “Si in effetti” mi ha risposto perché abituato ad altri viaggi in paesi stranieri dove di solito ritorniamo con valigie supplementari. “Ho giusto deciso un regalino”...lo accompagnai con frenesia davanti alla radice che faceva da divano,ignaro del fatto che ormai avevo già preso accordi e lui doveva solo più pagare!
Vi tralascio la sua faccia stupita ma in effetti il divano meritava,, concordammo il prezzo e solo in seguito ci ponemmo la domanda fatidica “Ma noi abitiamo al settimo piano, come ci arriva fin lassù?!”, anche perché proprio in quel momento ci accorgemmo che avevamo sbagliato il porto di imbarco!!!!!!
Probabilmente era il destino che ha voluto che comprammo quel divano però vi assicuro che mi è costata di più la ditta di traslochi che ha portato su che non il mobile stesso.
Comunque visto che è veramente pesantissimo e io devo sgombrare il terrazzo per i lavori siamo giusto riusciti a spostarlo leggermente e l’abbiamo posizionato nella prima stanza vicina: cioè al centro della cucina!
Ora capite che in questo momento mi trovo un po’ sottosopra ed è veramente difficile cucinare, però perché provarsi del piacere di questi cuoricini: crumble salati ai peperoni con salsa di acciughe salate al verde.Se poi come ingrediente principale usate i famosi peperoni di Carmagnola bellissimi e polposi direi che avrete il Piemonte in bocca!



300 GR CIRCA DI PEPERONI ROSSI
SCORZA DI UN LIMONE
250 GR PHILADELPHIA
2 UOVA
SALE, PEPE
2 ACCIUGHE SOTTO SALE
MAGGIORANA
70 GR CRACKERS
50 GR + UNA NOCE DI BURRO



Lavare i peperoni, tagliarli a fette e metterli nel forno con la funzione grill e lasciarli ad abbrustolire per bene.
Metterli subito dentro ad un sacchetto per alimenti, richiuderli e lasciarli per almeno 20 minuti.
A questo punto saranno un po’ ammorbiditi e sarà più semplice toglierli la pelle.
Frullare le falde di peperone con le uova, e il formaggio in modo da rendere il composto gonfio; salare e pepare.
Versare nello stampino.
A questo punto sbriciolare i cracker con il burro e poi versare a bricioline sopra la nostra crema negli stampini e infornare per 20 minuti a 140° ventilato.
Lasciar raffreddare leggermente e poi capovolgerli nel piatto.
Intanto preparare la crema, lasciando a sciogliere a fuco bassissimo le acciughe salate pulite con una noce di burro.
Aggiungere fogliette di maggiorana e la scorza di limone tagliata a pezzi molto fini.
Versare calda sui crumble salati.

mercoledì 22 settembre 2010

MARMELLATA PERE, CANNELLA E RHUM




Inizio inanzitutto a scusarmi se sono un po' assente nei vostri blog ma sono in mezzo a dei lavori in casa per cui mi ritrovo con tutto sottosopra e non è per niente facile!
Infatti oggi vi posto una ricetta già fatta precedentemente ma spero che vi piaccia ugualmente.
Nella nostra zona quello che di sicuro non mancano sono le pere; peraltro è uno dei frutti a me preferiti perché molto versatile in cucina, nei risotti, abbinato ai formaggi, nei dolci.
Ecco che allora avendone in abbondanza mi sono dedicata a questa marmellata che gustata quest’inverno sarà una vera delizia, anzi me la immagino già dentro a una bella pasta da strudel!: marmellata di pere e rhum con uvetta sultanina e cannella.





1 KG PERE KAISER
5 GR CANNELLA IN POLVERE
50 GR UVA SULTANINA
50 GR RHUM SCURO
250 GR ZUCCHERO
SUCCO DI UN LIMONE



Pulire le pere, sbucciarle, tagliarle a pezzi ovviamente togliendo il torsolo e i semini.
Lasciare i pezzi di pera a macerare con lo zucchero e la cannella per almeno un paio di ore.
Trascorso questo tempo frullare leggermente le pere e poi versare il tutto in una pentola a cui aggiungiamo anche il rhum, il succo di un limone non trattato e l’uva sultanina.
Lasciare bollire per almeno 40 minuti.
Quando è densa al punto giusto (prova cucchiaino) versare nei barattoli e capovolgerli subito.
Lasciar raffreddare per almeno una decina di minuti.
Con questo partecipo al concorso:



Partecipo anche al contest bellissimo di Antonella:

lunedì 20 settembre 2010

YORKSHIRE PUDDING SALVIA CIPOLLA




,,,,,guardo il forno...."niente,non mi verrà mai".....sto incollata allo sportello...."no, non montano"....adesso ci appiccico anche le mani con il forte desiderio di aprire lo sportello..."qui non si muove niente,eppure ho seguito la ricetta"....adesso con le mani mi metto a fare dei gesti dal basso verso l'alto come se bastasse ad aiutarli a gonfiarsi..."no adesso sto esagerando, mi stacco e aspetto come nella ricetta"....no so come sia riuscita ad allontanarmi dal forno, ma per ben 15 minuti, il tempo necessario, sono riuscita a girargli attorno evitando di sbirciare.
Passato questo tempo trepidante mi avvicinino allo sportello e vedo le meraviglie; sono diventate gigantesche, bellissime e dorate..."evviva allora funziona"..."mamma cosa hai fatto stavolta?!"...e orgogliosa di me, come se mio figlio potesse capire tutto da quella parola,... "Gli Yorkshire pudding"..."ma che cosa!"
Ebbene si mi sono cimentata penso in una delle ricette inglesi più classiche, gli Yorkshire Pudding, che tradizionalmente accompagnano il classico arrosto di manzo. Che ci crediate o no con pochi piccoli trucchi ne esce un capolavoro gustoso, croccante fuori e morbido dentro! Io li ho provati con le cipolle e la salvia, provate anche voi, ma, come una mia sostenitrice mi ha raccomandato di dire in certe situazioni, NON VI IMPANICATE!



1 CIPOLLA
3 UOVA
115 FARINA
285 LATTE
5/6 FOGLIE SALVIA
SALE,PEPE
OLIO
Pulite la cipolla e poi tritatela insieme alla salvia molto finemente.
Sbattere in una ciotola le uova, la farina e il latte.
unire la cipolla e la salvia e lasciare riposare la pastella per almeno 30 minuti.
Intanto impostare il forno alla temperatura più alta e lasciarlo scaldare.
mettere dentro una teglia o stampo da muffin.
Quando il forno ha raggiunto la temperatura massima versare un goccino di olio in ogni stampo.
Rimettere dentro lo stampo e aspettare 5 minuti.
Quando l'olio inizia a fumare versare la pastella e richiudere subito il forno.
Lasciare chiuso lo sportello e non aprire mai, per nessuna ragione!
Fatevi un giro ed evitate la tentazione di guardarli.
Passato questo tempo quando andrete a prenderli vedrete che sono diventati gonfissimi, croccanti fuori e teneri dentro. Se li volete ancora più croccanti abbassate il forno e lasciateli ancora per 10 minuti.



Tirare fuori la teglia, toglierli dallo stampo e lasciarli un attimo sulla carta assorbente.
Servire subito caldi!

venerdì 17 settembre 2010

ROS-ILLE



Da quando è nato mio figlio cerco sempre di preparargli ogni cosa da mangiare cercando in ogni modo di diversificare il più possibile la sua alimentazione.
Così accade anche per la merenda, non perché ce l’ho per partito preso contro le merendine preconfezionate ma perché mi piace prendermi cura in ogni particolare di mio figlio; adesso che è un po’ più grandicello è diventato un gioco da fare insieme perché a lui piace molto avere le “mani in pasta”.
Con questo non voglio dire che quando siamo in giro o sono veramente presa male non mi affidi a qualcosa di pronto e veloce.
Lui ama molto il cioccolato o le torte alla mela per cui di solito ci orientiamo su quello ma ultimamente sono rimasta molto sorpresa quando a casa della zia Marina ha mangiato la Camilla, la nota merendina con le carote.
E così ho voluto provare anche io la mia versione e secondo voi potevo resistere al fascino di questi stampini che sono in sintonia con il mio spirito floreale?!
Eccovi le mie ros-ille.



250 GR CAROTE PULITE
200 GR FARINA
160 GR ZUCCHERO
50 GR FARINA DI MANDORLE
50 GR AMARETTI SBRICIOLATI
3 UOVA
1 BUSTINA DI LIEVITO
50 GR UVA SULTANINA
100 GR OLIO OLIVA
SCORZA DI LIMONE




Mettere in ammollo l’uva sultanina in ammollo in un goccio di Contreau (non sarà di sicuro un goccio di alcolico a rendere mio figlio un alcolizzato)
Pulire le carote e poi metterle nel frullatore.
A questo punto unire le uova e lo zucchero.
Frullare il tutto molto velocemente in modo da rendere il composto gonfio.
Unire le due farine e la scorza grattugiata di un limone.
Per ultimo aggiungere il lievito e l’uva sultanina.
Girare dal basso verso l’altro e infornare.
Servire con una spolverizzata di zucchero a velo e amaretti sbriciolati.

Con questa ricetta partecipo ad un contest molto carino:

giovedì 16 settembre 2010

CONTEST - I SORTEGGIATI



Eccoci alla fine del mio contest! Da una parte sono un pochino triste come quando una una tua piccola creazione spicca il volo ma dall’altra sono contenta perché mi avete fatto scoprire tante nuove ricette per l'utilizzo dei fiori in cucina.
Lo so che il tema non era facile ma vi siete proprio cimentate in una impresa non semplice e siete state tutte bravissime! Avrei voluto premiarvi tutti quanti ma questo non è possibile.Voglio anche ringraziare tutti i miei 300 sostenitori!
Spero che comunque a tutti rimarrà una bella raccolta scaricabile in pdf che potrà essere utile per stupire i vostri commensali.
Comunque visto che i premi messi a disposizione della Pompadour, leader nel settore delle tisane, non sono poi pochi, e visto che ormai sarete curiose, ecco la lista dei fortunati estratti a sorte dalla paffuta manina del mio bimbo, che tra l’altro mi ha detto quando lo può fare di nuovo.



I 5 kit assaggio + orologio i primi sorteggiati:
Oxana Cake alla rosa ricotta e pesche
Gattoghiotto Frittelle di mele e fiori di acacia
Elisabetta Aspic alle viole del pensiero dolce e salato
(parentesi culinaria) Shortbreads ai fiori di malva, pepe e mandorle
Omin di Panpepato Muffin al Fiordaliso, Rosmarino e Miele



I 5 kit tisane:
Zucchero e Farina Cake ai fiori di zucchina e alici
Massaia Canterina Fior di zucca dolci
Che gusto sa? Fiori di zucca ripieni
Accanto al camino Confettura di corniolo e petali di rosa
Salsapariglia Insalata di fiori e burro ai nasturzi

Complimenti ancora a tutte e pregherei per favore alle sorteggiate di lasciarmi sulla mia e-mail privata i vostri dati e indirizzi che così li comunico alla Pompadour.

martedì 14 settembre 2010

FAGOTTINI IN PASTA PHILLO DI KEFIR E PROVOLONE PICCANTE



Ha fatto un lungo viaggio, poi forse si è anche perso, di sicuro eravamo preoccupate e tanto ci siamo sentite per sapere la sua sorte, poi, un bel pomeriggio, quando ormai lo davamo per spacciato ecco che è arrivato!
Era un po’ patito, aveva sete e fame, allora l’ho subito messo nel latte e lui pian piano si è ripreso.
Di che cosa sto parlando?! …ma del funghetto del Kefir!.
Me l’ha inviato con tanto amore Oxana ma poi nel tragitto si è perso; orsù voleva forse farsi un giretto per l’Italia del nord?...non lo sapremo mai ma quanto abbiamo penato pensando a lui!
Ora sta bene e così ho la mia produzione di Kefir.
L’ho lasciato riprendersi un po’ e poi ho iniziato ad usarlo in cucina; sicuramente è molto versatile e il suo gusto è molto particolare.
Ecco la mia prima ricettina: fagottini di kefir con provola piccante e pomodori secchi



Per una volta perdonatemi non ci sono le misure precise anche perché sono andata ad occhio e voi potete regolarvi a vostro piacimento.
PASTA PHILLO
PROVOLONE PICCANTE
ERBA CIPOLLINA
POMODORI SECCHI SOTT’OLIO
SALE, PEPE



Stendere la pasta phillo in quadrati abbastanza grossi. Tra uno strato e l’altro stendere un velo di Kefir con una grattugiata di provolone piccante, dei pezzettini di filetti di pomodoro secco.
Regolare di sale e pepe e sminuzzare l’erba cipollina.
Alternare gli strati di pasta phillo (almeno tre) e poi richiudere il fagottino a vostro piacimento.
Io l’ho servito accompagnato dalla mia insalatina di rucola e mirtilli (se te la fossi persa cliccaqui).

Vi faccio vedere anche questo cestino che ora è vuoto ma domani sera sarà riempito dei bigliettini di tutte le ricette partecipanti al contest per l'estrazione dei vincitori!

domenica 12 settembre 2010

LABNE




Dal momento che nella mia libreria non molto grossa ho già diversi libri di cucina le riviste di ricette non posso permettermi di tenderle.Così ho adottato il sistema del taglia e incolla: ritaglio gli articoli con foto che mi piacciono e li metto dentro dei grossi quadernoni.
Devo ammettere che il sistema mi piace perché molto pratico ma anche simpatico in quanto mi ricorda quando ero piccola e a scuola iniziavano a usare le forbici e la colla.
Nonostante mi ricordi visivamente abbastanza bene le ricette contenute nei quadernoni ogni tanto decido di sfogliarle per ispirarmi.
Così vedendo questa ricetta mi sono detta:"E' giunta finalmente la tua ora": avevo voglia di provare qualcosa di semplice e veramente diverso, così non ho resistito davanti a dei bocconcini di yogurt sott'olio.
Visto che sono rimasta piacevolmente sorpresa del risultato volevo dare la ricetta anche a voi, in quanto è molto semplice e il risultato molto versatile.
Non sono sicura che la ricetta sia uguale al vero labne libanese, che è comunque un latticino a partenza dello yogurt.



500 GR YOGURT INTERO
OLIO
GUSTI A PIACERE
SALE



Rivestire un colino grande con della garza e posarlo su una ciotola.
Mescolare lo yogurt con un cucchiaio abbondante di sale e rovesciarlo sul colino.
lasciar riposare per almeno 2/3 ore in modo che il siero coli pian piano.
Trascorso il tempo riporre il tutto in frigorifero per almeno 12 ore in modo che diventi sodo.
Trascorso il tempo toglierlo dal frigo e con uno scavino ricavate dei bocconcini di formaggio da porre in un barattolo di vetro a cui aggiungiamo olio di oliva e gusti a piacere.
Io ho usato un trito di aglio, origano, pepe rosso e nero e peperoncino, ma si può anche aggiungere rosmarino, timo tutto quanto vi piace di più!
Consumare nel giro di massimo due settimane.



Io li ho tenuti nel barattolo per poi mangiarli così freschi oppure spalmati nel pane e vi assicuro che il gusto è molto simile al noto formaggio spalmabile Philadelphia.
con questa ricetta partecipo al contest di Sara di "il dolce mondo di Sara"

CONTEST - RICETTE DEI SOSTENITORI

Ancora posta con ricette gradite per il mio contest,ricordatevi che sta per finire!
La ricetta arriva da Nadia.

Ciao Lucia, con il tuo blog mi ha contagiato e quindi ho deciso di partecipare al tuo contest con il pranzo che ho preparato per Eleonora domani.
Spezzatino profumato al limone e lavanda con saccottini di zucchine e patate





Ingredienti:
400 g di spezzatino di manzo
1/2 cipolla di Tropea
prezzemolo
olio
1 pomodoro fresco
Erbette essiccate: rosmarino e prezzemolo
1 cucchiaio di fiori di lavanda
1 limone
100 ml di brodo vegetale

Per i saccottini :
1 hg di farina
1 tuorlo
Un pizzico di sale
200 ml di latte

Preparazione:

Mettere in fusione il manzo con il succo di un limone, un po’ di olio e la lavanda il prezzemolo e il rosmarino fatti essiccare per circa un’ora
In una padella far soffriggere la cipolla tritata finemente con il prezzemolo fino a doratura ma senza farla bruciare.
Quando il soffritto si presenterà ben rosolato ed avrà rilasciato un adorabile profumo nell’aria aggiungere il manzo ed insaporire con un po’ di sale
Intanto tagliare il pomodoro a dadini
E dopo aver fatto rosolare ancora per qualche minuto aggiungerli allo spezzatino, fare insaporire il tutto, versare il brodo e far cuocere fino a completa cottura della carne mescolando di tanto in tanto
Mentre lo spezzatino cuoce e si asciuga tagliare una piccola zucchina e una piccola patata a bastoncini julienne che si faranno cuocere poco prima di impiattare il tutto per ottenere una verdura dorata e croccante
Intanto preparare i saccottini; unire tutti gli ingredienti fino a raggiungere un impasto di media consistenza nè troppo liquido nè troppo corposo e versare un mestolo di impasto in una pentola antiaderente per formare due crespelle circolari
Quando lo spezzatino sarà cotto impiattare mettendo le verdure nelle crespelle formando dei saccottini ………….. Buon appettito!.

giovedì 9 settembre 2010

FIOR DI FICHI



Quando giro tra di voi e vedo una ricetta con fichi i miei occhi luccicano di piacere:
adoro questo frutto, quel suo sapore dolce e la sua consistenza morbida che ti avvolge.
Mio nonno aveva una cascina in campagna e il suo orgoglio erano due piante di fichi; mi ricordo che ci arrampicavamo sull’albero e staccavamo direttamente i frutti e per quelli sui rami più alti si era inventato un attrezzo tutto suo.
Non so se ci sia una relazione ma quando hanno deciso di tagliare l’albero perché lui non era più in grado di occuparsene, ha iniziato il suo vero declino fisico e mentale.
Vi racconto questo per dirvi che quando vedo uno di questi frutti inevitabilmente il mio pensiero corre a lui e alle mie origini.
Vi propongo una ricettina veloce per gustarli nel modo più semplice ma raffinato secondo me: fiori di fichi con salsa allo zabaione, amaretti e pepe bianco.





x tre persone
40 GR ZUCCHERO
2 ROSSI D’UOVO
125 ML PANNA FRESCA
50 GR BAROLO CHINATO
6 FICHI
AMARETTI
PEPE BIANCO



Mettere i tuorli in una ciotola, unire lo zucchero e con una frusta montare a lungo il composto fino a quando non risulterà ben gonfio e soffice. Aggiungere il vino liquoroso alle uova, continuando a mescolare molto delicatamente. Portare a leggero bollore dell'acqua in un recipiente che contenga un secondo tegamino con il composto dello zabaione e cuocerlo a bagnomaria continuando a lavorarlo con la frusta fino a quando inizierà ad addensarsi.
Appena si raffredda leggermente aggiungere la panna che avremo montato a parte.
Incidere intanto i fichi in quattro parti non fino in fino in modo da aprirli a forma di fiore.
Disporli nel piatto, versare sopra la crema e gli amaretti sbriciolati.
Completare il piatto con una macinata di pepe bianco (poco mi raccomando, serve solo per contrastare il dolce della crema e dare un retrogusto più vigoroso).

mercoledì 8 settembre 2010

FRITTATA CHE SORRIDE



Quando ho visto questo banner mi ha subito conquistata perché è veramente simpatico con tutte queste ovette simpatiche.



Così giustamente non si poteva non partecipare al contest di Federica, anche perché ha perfettamente ragione quando dice che in casa un ovetto ti salva la cena e dagli improperi dei mariti che ritornano da lavorare e non trovano nulla di pronto.
Con l’uovo il mio rapporto è po’ conflittuale, così semplice non riesco più a mangiarlo (mi è diventato un po' indigesto), così gli devo dare un piccolo ritocchino...ed ecco che nasce la mia frittata sorridente...e vuoi cara fede non metterci anche qualche fiorellino?!



2 UOVA + 2 BIANCHI
1 PEPERONE
1 CIPOLLA DI TROPEA
1 ZUCCHINA MEDIE DIMENSIONI
PREZZEMOLO
SALE, OLIO
50 GR PECORINO DOLCE
UNA MANCIATA DI PETALI DI GIRASOLE



Far imbiondire una cipolla di tropea e aggiungere poi il peperone tagliato a faldine sottile e la zucchina tagliata a rondelle fini.
Soffriggerle per qualche minuto in maniera da renderle più morbide ma sempre croccanti.
In una terrina rompere le due uova e due bianchi; sbatterle con il formaggio grattugiato e le verdure tagliate a pezzettini.
Regolare di sale e di pepe e aggiungere anche le foglioline di prezzemolo e una manciata di petali di girasole sminuzzati finemente.
Mettere in una padella antiaderente e far cuocere a fuoco lento rigirandola.
Nel frattempo cuocere a vapore gli altri due rossi d’uovo.
Al momento di impiattare la nostra frittata colorata aggiungere i duo rossi d’uovo cotti a vapore in modo da formare gli occhi e dei quadrotti di pecorino dolce in modo che con calore si sciolgano e danno la forma della bocca!
Vi piace?!...di sicuro il mio bimbo ha gradito molto!